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             PER COLORO CHE  AMANO   CONOSCERE – APPROFONDIRE – DISCUTERE   IL TESTO DEL VANGELO     OGNI LUNEDI’ - ORE 20.30... Read More... (Leggi Tutto)
Preghiamo con i Santi
    FESTA DI TUTTI I SANTI   Orario delle celebrazioni:   10.00   santa messa 15.00   celebrazione al cimitero 20.30   recita del sento... Read More... (Leggi Tutto)
IMAGE E' INIZIATO IL PERCORSO
E' INIZIATO IL PERCORSO    Sono gli incontri per i bambini ed i ragazzi delle medie    Sabato: 15.00 - 16.30   e l'Animazione per elementari,... Read More... (Leggi Tutto)
Catechesi 2016-2017
PARROCCHIA DI SAN... Read More... (Leggi Tutto)
Convocazione domenicale
 Ogni domenica il Signore ti convoca al banchetto, insieme ai tuoi fratelli, non lasciare vuoto il tuo posto!           Read More... (Leggi Tutto)

Così pregheremo per noi e per voi…

 

Domenica 20:  ore   9.00 Celebrazione eucaristica

                          ore 10.30 Benedizione dell’ulivo e celebrazione eucaristica

Lunedì 21:       ore 16.00-19.00 Adorazione Eucaristica

                          ore 20.00-22.00 Adorazione per Gruppi

Martedì 22:      ore 10.00-12.00 Adorazione eucaristica

Mercoledì 23:  ore 20.30 Riconciliazione comunitaria

Giovedì 24:      ore 20.30 Celebrazione eucaristica

Venerdì 25:      ore 15.00 Adorazione della Croce

                          ore 20.30 Via crucis nel parco

Sabato 26:        ore 17.00 Confessione individuale

                          ore 23.30 Veglia Pasquale

Domenica 27:  ore   9.00 Celebrazione eucaristica

                          ore 11.00 Celebrazione eucaristica

Lunedì 28:       ore 10.00 Celebrazione del battesimo

 

 

 

Popolo scomparso per la troppa modernità !

 

 

 

Probabilmente sarà necessario, in tutta fretta, lanciare una campagna di raccolta fondi, da destinare alla ricerca di un antidoto e poi di un vaccino, contro il dilagare della “epidemia cremazione”. Si sa infatti, come vanno queste cose, da un piccolo focolaio, circoscritto a pochi, il morbo dilaga rapidamente, divenendo incontrollabile e colpendo tutta la popolazione.

Non saprei classificare diversamente questo fenomeno che, soltanto alcuni anni orsono, era pressoché sconosciuto sul nostro territorio ed ora si ripropone quasi quotidianamente.

Del resto, e l’epidemia non può essere che così, non fa distinzione tra cattolici e laici, praticanti ed indifferenti, giovani ed anziani. Questa realtà è ancora più triste, in quanto mette allo scoperto la poca profondità teologica, l’assenza di spessore culturale, di motivazioni religiose consolidate, dei nostri cristiani, i quali osservando che tutti stanno andando in quella direzione, s’accodano alla fila.

Il corpo è l’unico strumento per essere vivi, visibili. Con il corpo si è in relazione con gli altri, con il corpo si esternano i sentimenti più belli, gli affetti, come del resto le azioni più nefande. Senza corpo noi non saremmo mai esistiti. Con il corpo diamo la vita ai nostri figli, alle future generazioni. Il corpo, lo si voglia o no, è compagno di viaggio, è collega amato, è curato, coccolato, ostentato; non parliamo poi di tutte le attenzioni estetiche. Certo che il corpo è anche sorgente di sofferenza, malattie, difficoltà, invecchiamento, quasi da farcelo, in alcuni casi, pensare nemico. Quanti vorrebbero fermare il tempo! Se aggiungiamo poi che, per i credenti, il corpo è tempio dello Spirito, sede dell’anima, allora comprendiamo perché con tanta cura, premura, attenzione, devozione, il corpo, divenuto esanime, veniva riposto, ed in parte lo è tuttora, in un luogo decoroso, dopo essere stato benedetto, incensato, onorato, con la partecipazione di parenti, amici e della comunità. Il corpo non è un giocattolo che, invecchiato, superato, rotto, inservibile, si butta!

Tutte le volte che partecipo ad un rito di commiato, mi viene spontanea questa riflessione. Osservo il sacerdote che prega, che s’inchina, che gira due volte intorno al corpo, prima con l’acqua benedetta e poi con l’incenso del turibolo, poi tra canti, è accompagnato alla porte della chiesa e qui, nuovamente benedetto e poi… via in fretta per essere buttato sul fuoco! Sì, perché cremazione, è una parola neutra, quasi gentile, che significa proprio questo: bruciare!

Non posso esimermi dall’associarlo - questo modo di procedere - al rituale macabro che si usa per un condannato a morte. Lo si veste coi vestiti più belli, puliti, stirati, lo si rimpinza con i cibi più succulenti e poi non gli si lascia neppure il tempo di digerirli che, zac… la testa non c’è più.

Non sarebbe più coerente per i defunti che vengono cremati, portarli direttamente al luogo a ciò deputato ed in seguito, o anche prima, “assente cadavere” celebrare l’eucarestia di suffragio, nella chiesa, alla presenza della comunità? Non mi soffermo poi, ad individuare le motivazioni di fede dei parenti che, in seguito, desiderano il sacerdote o il diacono per benedire le ceneri quando, finalmente, nelle fogge più disparate, arrivano al cimitero – per ora – poi sarà in casa, in giardino, in camera, nel bagno, in cima alla montagna, nel profondo del mare. Questa chiacchierata a voce alta, probabilmente, tra non molto, sarà decisamente superata, viste anche le “profonde e solide motivazioni” che la gente porta a sostegno e difesa della cremazione. La scena riportata dal Corriere della Sera, di mercoledì 17 febbraio scorso, dove si vede un sacerdote in abiti liturgici, benedire le ceneri, portate al cimitero in una “Moka”, non è che l’anticipo di cose strabilianti che la fantasia ci farà vedere in futuro. Per fortuna che c’è lo Spirito Santo, in cui noi cristiani crediamo fermamente, che, prima che ci estinguiamo, per la troppa modernità, saprà riportarci in carreggiata.

Zuliani Renato – Passons

22 febbraio 2016

  

CONFERMAZIONE - CRESIMA

 

 

 

 Se gli occhi della fede potessero materializzare quello che sta per avviene, Domenica, 28 febbraio, nella nostra chiesa parrocchiale ci troveremmo nella stessa situazione dei tre apostoli, sul monte Tabor, quando hanno assistito alla trasfigurazione di Gesù.

 Vedremmo una grande luce, un turbinio di angeli e di santi accompagnare lo Spirito Santo che scende su 23 giovani, avvolgendoli della sua grazia, della sua forza, del suo amore.

Purtroppo, noi pellegrini sulla terra, siamo in grado di vedere soltanto la cornice del quadro, che comunque essa pure sarà impreziosita dai giovani cresimandi emozionati, dai loro genitori, dai padrini, dagli amici e dalla presenza particolare del nostro pastore, l’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato.

 Festa del cuore, dello spirito e contemporaneamente anche festa e gioia del corpo, come dovrebbero essere tutte le feste cristiane. Tutta la persona umana, nella sua realtà, sia spirituale, sia corporale è sempre chiamata in causa. Infatti, la festa esteriore è segno visibile della festa interiore. In alcuni casi - o in molti? - la fede divenuta labile o quasi scomparsa, fa sorvolare il motivo religioso, spirituale e concentra tutta la sua attenzione sull’esteriorità, sulla soddisfazione del corpo.

 Interessante ed utile è ricordare che la discesa dello Spirito, invocato sui cresimandi, inonderà anche tutti i presenti, come fa la nebbia, che non risparmia nessuno di chi si trova nel campo.

 Perciò, partecipiamo il più numerosi possibile e ne trarrà beneficio tutta la comunità. Questi giovani hanno estremo bisogno di trovare un terreno fertile in cui i loro buoni propositi possano diventare realtà, contribuendo, in questo modo, a migliorare la società, la realtà umana, con beneficio per tutti.

 Auguri!                                                                                                                                                                              don Renato

VIENI, SANTO SPIRITO

                         

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

 

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

 

Consolatore perfetto;

dolce ospite dell’anima,

dolcissimo sollievo.

 

Nella fatica riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

 

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

 

Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.

 

Piega ciò che è rigido.

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

 

Dona ai fedeli

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

 

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona eterna gloria. 

Amen. Alleluja!

  

 

 

domenica, 28 febbraio 2016, ore 10.30, nella chiesa di San Martino

 

 

QUARESIMA

 

IN ATTESA DELLA PASQUA DEL SIGNORE !

 

 

1.    IMPEGNO PERSONALE

2.    IMPEGNO FAMILIARE

3.    IMPEGNO COMUNITARI

a.     partecipare alla riflessione-ritiro domenica, 21 FEBBRAIO – ore 15.30 – 18.00

b.     partecipare all’eucarestia feriale con maggiore frequenza

c.     partecipare al commento al Vangelo del mercoledì,  ore 20.30

d.     partecipare all’eucarestia del giovedì – ore 20.30 – IN CAPPELLA

e.     partecipare alla riconciliazione comunitaria – MERCOLEDI’ 23 MARZO, alle ore 20.30

 

 

La raccolta per i bisognosi, nei cesti della chiesa, si effettuerà per tutto la Quaresima.

 

SIGNORE, AIUTAMI A NON SCIUPARE QUESTO TEMPO PREZIOSO DELLA QUARESIMA !

Foto Gruppo

Mercoledì 17 febbraio 2016, i nostri parrocchiani Pio, Salvatore e Cristina sono ritornati per la 15° volta dalla Costa d’Avorio dove hanno portato il loro aiuto concreto  alla Missione “Ancelle di Gesù Bambino” di Grand-Lahou. 

Leggi tutto: Missione Costa D'Avorio

 

QUARESIMA: OCCASIONE DA NON PERDERE

 

Tutti oramai, siamo informati sulla distinzione tra fede e religione. Due realtà che riguardano lo stesso argomento, che vanno armonizzate e vissute in contemporanea.

La fede.

E’ il rapporto intimo, specifico, profondo personale che il cristiano ha con Dio.

La religione.

E’ l’esternazione di questo rapporto. Esso è fatto di atteggiamenti, manifestazioni, gesti visibili a tutta la comunità.

 

Attenzione!

Leggi tutto: QUARESIMA 2016

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