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      Ottobre 2015

 

MISERICORDIA!

 

  

 Parola latina composta da miséreor “ho pietà” e cordis “del cuore”.     Sentimento per il quale la miseria altrui tocca il nostro cuore.

Il papa ha indetto l’anno della Misericordia, il giubileo della Misericordia. E’ un’occasione straordinaria per noi cristiani e per tutti gli uomini di buona volontà.

Riscoprire in noi la “virtù” della bontà, dell’aiuto, della compassione per chi ha più bisogno, per chi è più sfortunato di noi, può essere un bel programma per questo 2016, oramai alle porte. Misericordia é un sentimento di gratuità, che in casi eccezionali, sorge in ogni uomo, degno di tale nome. Tutti ci sentiamo vicini a coloro che sono colpiti dalle tragedie sia personali che comunitarie: guerre, attentati, alluvioni, terremoti, incidenti… Man mano però, che le cose si ridimensionano, o vengono ad oscurare i nostri interessi, tornaconti immediati o futuri, questo nobile sentimento si sfarina, si assottiglia e, nei peggiori dei casi, s’ecclissa del tutto.

 

DIO E’ MISERICORDIOSO

 

 

Leggi tutto: MISERICORDIA

Nel riaffacciarsi di polemiche e appassionate discussioni a favore o contro la Preghiera degli Alpini, letta nelle celebrazioni dei funerali, penso che la cosa migliore sia prima di tutto conoscere questa preghiera.

Preghiera dell'alpino

Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi,
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.

 

Il contesto in cui questa preghiera è collocata è permeata da tale carica emotiva che dovrebbe toccare il cuore di ogni persona che la legge. Chi, in quelle situazioni reali e tragiche, non si sarebbe affidato a Dio per essere salvato dai pericoli così puntigliosamente descritti? Chi non avrebbe l’assillante pensiero alla famiglia angosciata e trepidante, rimasta nel paese lontano, con la probabilità di non essere più rivista? Chi non invocherebbe la grazia di poter tornare a casa? Ricordare a Dio perché sono lassù, a fare cosa, è quasi rafforzare la loro supplica. Invocare la benedizione sulle armi, sui battaglioni non vuol forse dire “vincere” per finire e presto tornare a casa? L’invocazione conclusiva alla Madonna chiude coerentemente il pressante ed unico pensiero: fa che possiamo riabbracciare le nostre famiglie. Chi può contrastare o entrare in polemica per questa preghiera se non un estraneo? uno seduto in poltrona che non ha niente da temere né da perdere?

Non è la preghiera il motivo del contendere, ma il mutato contesto in cui viene letta. Il defunto nella liturgia che si celebra, ha bisogno di preghiere di suffragio, di affidamento alla bontà del Padre per essere da lui accolto! La differenza, - non da poco - è che i primi pregavano per “tornare” nel secondo caso sono i vivi che pregano perché possa “andare” fiduciosamente tra le braccia del Padre. Questo è il vero motivo per cui le opinioni, le credenze, le sensibilità possono divergere e suscitare polemiche, dissapori, vivaci contrasti.

Renato Zuliani – Passons

 

 

 

 

FESTA DELLA MADONNA

 

giovedì, 10 settembre, ore 20.30

 

CELEBRAZIONE COMUNITARIA DELLA RICONCILIAZIONE

 

domenica, 13 settembre, ore 10.30

 

SOLENNE CELEBRAZIONE EUCARISTICA

 

ore 15.00

 

VESPERI SOLENNI e PROCESSIONE

     (via Principale, Angoria, Nogaredo, Dante)

 

Prepariamoci perché la Madre, merita tutto il nostro impegno!

 

 

Sotto la tua protezione

 

ci rifugiamo,

 

santa Madre di Dio.

 

Non disprezzare le nostre suppliche,

 

ma benigna,

 

accoglile ed esaudiscile.

 

 

 

  DOMENICA 27 SETTEMBRE

 

CELEBRAZIONE COMUNITARIA DEL BATTESIMO

1915-2015: per ricordare e non dimenticare

Stimatissimo Presidente, mentre Lei, giustamente e doverosamente si trovava sulle nostre montagne per onorare i caduti nella guerra del ’15-’18, “per ricordare e non dimenticare” – è così che si dice! - e ci invitava a riflettere sul metodo sbagliato di risolvere i problemi tra popoli e nazioni, auspicando al presente e in avvenire, maggior saggezza, responsabilità, solidarietà e fratellanza, celebrando  un’impeccabile liturgia laica, alla presenza, ben in evidenza, dei vari ministri e ministranti, nella sua città, si ripeteva, per l’ennesima volta, una guerra, certamente più evoluta, meno costosa e più, dai mas media, reclamizzata. Si sa, in cento anni, il tempo insegna ben qualcosa.

Leggi tutto: 1915-2015 Cent'anni inutili?

La Pentecoste

 

Abbiamo celebrato con solennità la festa della Pentecoste.

Con la discesa dello Spirito Santo e l'invio in missione dei suoi discepoli, operato da Gesù,  è nata la Chiesa.

Una domanda interessante che ci siamo posti e che porgiamo a tutti quelli che leggono questo scritto è la seguente:

Che cosa pensava Gesù quando ha progettato e creato la sua Chiesa?

Abbiamo interpretato bene il suo pensiero o abbiamo costruito una creatura che il Signore fa fatica a riconoscere?

Interessante sarà tentare di dare una risposta personale, frutto del proprio pensiero e della esperienza vissuta, da confrontare con gli altri, senza aver la pretesa di possedere la verità.

Poiché Dio dà a ciascun credente il suo Spirito, più saranno le riflessioni messe a confronto e più ci sarà probabilità di cogliere la verità del progetto.

Il problema  serio e preoccupante e che noi cristiani non amiamo tanto riflettere, discutere, confrontarci su quello che appartiene alla sfera spirituale ed individuale, mentre simo molto loquaci nelle cose pratiche e di interesse immediato.

Questo  non impedisce però agli uomini di buona volontà di provarci. Fallo anche tu ed invia la riflessione a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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