
BUONE VACANZE A TUTTI!
L’augurio non vuol essere un’ulteriore presa per… per chi non può viaggiare o non ha i mezzi a sufficienza. Se si ascoltano e ci si lascia condizionare, i messaggi e le statistiche dei midia, alla parola “vacanza” viene dato, quasi esclusivamente, il significato di spostarsi, viaggiare, esplorare terre sconosciute, mari, monti, luoghi esotici, crociere. Da questo punto di vista, ci stanno martellando ogni giorno con resoconti negativi, allarmanti che appesantiscono ancor di più la nostra già difficile situazione quotidiana. La gente non si muove, non spende, il settore va in crisi e, a cascata, ci sono la perdita di posti di lavoro, le autostrade semideserte, le pompe di benzina tenute in lontananza, gli incentivi alla rottamazione disattesi e… chi più ne ha più ne metta.
Certo che le belle teorie, le discussioni appassionate sulla persona, la sua dignità, la sua intelligenza, la capacità di risolvere le situazioni più disperate sono evaporate come neve al sole. L’uomo è utile, vale soprattutto, o soltanto, perché consuma! Se non lo fa, è meglio rivolgersi agli animali, alle piante, alla natura. Questa però, è una discussione che ci porterebbe lontano e quindi torniamo al nostro argomento.
E se “vacanze” significasse, prima di tutto, più tempo per se stessi, più tempo per la famiglia, più tempo per gli amici, più tempo per le bellezze del proprio paese, più tempo per lo spirito? In questo caso l’ostacolo a godersele non sarebbe più determinato dai soldi, dal portafoglio, ma dalla volontà del singolo; in una simile prospettiva, eccetto rarissime eccezioni, tutti, in qualsiasi luogo o età, potrebbero fare “vacanza”. Buone vacanze.
don Renato
Sorpresi è dir poco...
Siamo sorpresi, sconcertati, amareggiati, delusi da queste continue rivelazioni di scandali, ammanchi, corruzioni, ingordigie, spregiudicatezze - e chissà quante ce ne sarebbero ancora se venissero scoperchiate altre pentole nei settori e nelle istituzioni più disparate, non ultime le ecclesiali – ma ciò che ci rammarica di più sono i rimedi proposti, a buoi già scappati dal recinto.
Pene più severe, commissari ad hoc, magistrati inquirenti, polizia, guardia di finanza, controlli incrociati…
Ritengo che se anche venisse assegnato un vigilante ad ogni persona, poco cambierebbe perché chi ci potrebbe assicurare di colui che deve assicurare?
Certamente va fatto qualcosa per riportare nel recinto chi pensava di andarsene impunito, in barba a regole, principi morali, convivenza sociale, ma il vero problema sta altrove.
I bambini, i ragazzi, i giovani, le famiglie…
Formazione, formazione ed ancora formazione ai valori morali, civili - e perché no - anche religiosi, questa è la strada, in salita, faticosa, dai lenti risultati, ma che apre certamente ad un futuro migliore.
Principi morali condivisi, principi dettati dal buon senso, dalla convivenza civile e particolare attenzione alla formazione della coscienza che ne diviene il termometro, l’allarme, l’approvazione: su questo si dovrebbe concentrare il programma di chi ama un’Italia diversa, un’Italia che sognamo!
Certo, questo percorso difficilmente porta voti, sicuramente non la prime pagine dei giornali, dei talk show, non rimpingua i conti bancari, non attira le folle dei fans, né si accontenta di altisonanti discorsi e proclami, anche se pronunciati da persone rispettabili e/o altolocate.
Quali i soggetti in prima linea in questo progetto vecchio e nuovo, ad un tempo, ma difficilmente preso sul serio? La famiglia? la scuola? le associazioni? le parrocchie? le altre realtà religiose e culturali? la politica? i mas midia?
Tutti! Secondo le loro competenze e le gerarchie di specificità.
Ma è proprio contro queste “agenzie” che, da più parti, si scatenano tutto il vituperio, lo scredito, le banalità, l’astio, il turpiloquio, il superamento culturale, in vista di una società ritenuta più libera, avanzata, moderna. E’ il gatto che si morde la coda.
Chi ci libererà da questo circolo vizioso? Coloro che mettono al primo posto il bene degli altri, Colui che ama spassionatamente gli uomini e non ha paura di dire pane al pane e vino al vino, Colui che non è determinato dall’audiens, Colui che si mette davanti e non dice: “Armiamoci e partite”, Colui che dice: "Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri". Gv 13.34.
Lavoro immane, controcorrente, avaro di soddisfazioni immediate, ma che urge da parte di chi ci crede e ne è convinto, di unirsi per far sentire con insistenza la propria voce.
Come primo traguardo, potrebbe essere il sottrarre il pulpito a chi predica libertà soltanto come un diritto e non anche come un dovere, libertà a poco prezzo, in discesa, dietro l’angolo. Libertà all’estro, al mi piace, al mi torna conto. Sfatiamo questo slogan che non porta da nessuna parte: “Sono libero di fare quello che voglio, basta non recare danno agli altri!” E a te stesso non ci pensi? alle tue potenzialità? al tuo contributo umano e sociale? Vuoi vivere solo da parassita?
Tu conosci le sorti dei parassiti delle piante e dei fiori. Se a te non capita la stessa sorte è perché una buona parte di società è veramente maturata ed ha capito che certi metodi fanno parte del passato, sono superati e, comunque, non la qualificherebbero come all’avanguardia, emancipata, progredita, moderna, in sintonia coi tempi.
Con simpatia.
don Renato
Giugno 2014
Pronuncia della Consulta della Corte Costituzionale
Incoercibile è il diritto ad avere figli
Un tempo, i sapienti erano più furbi ed affidavano agli dei lo stabilire diritti e doveri degli uomini. In questo modo si lavavano le mani e si proclamavano estranei di fronte ad eventuali insuccessi o danni futuri agli umani, conseguenze di proclamazioni solenni e perentorie di principi universali.
Oggi si sa, il mondo è cambiato, siamo diventati tutti un po’ più smaliziati, liberali ed accondiscendenti. Tuttavia, mi piacerebbe conoscere, vedere in faccia, richiedere un autografo, toccare con mano uno ad uno, quasi degli amuleti, questo manipolo di uomini – facenti parte della Consulta della Corte Costituzionale – che sanno individuare e determinare (illuminati da chi?) quelli che sono i Diritti di ogni singolo cittadino. Fortunati loro!
Io però mi schiero tra i saggi d’un tempo e aspetto per vedere se l’albero produrrà frutti buoni o selvatici, acerbi e indigesti.
A proposito, la notizia è stata data quasi in sordina forse per evitare – non si sa mai – che qualcuno irrispettoso, avesse l’ardire di criticare il pronunciamento.
Con simpatia.
don Renato

Come Maria e gli apostoli,
sostiamo in preghiera, nell'attesa
dello Spirito Santo
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unzione dei malati 
DOMENICA 25 MAGGIO ORE 10.30
13Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia, canti inni di lode. 14Chi è malato, chiami presso di sé i presbìteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. 15E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà e, se ha commesso peccati, gli saranno perdonati. 16Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto. 17Elia era un uomo come noi: pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto. Gc. 5,13-18
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