AMARE LA VITA
DAL CONCEPIMENTO ALLA MORTE:
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UN COMPITO, UNA MISSIONE !


Per noi cristiani – ma è proprio vero che tutti la pensiamo così? – la vita è sacra, stupenda, misteriosa, divina. E’ un dono, un’occasione, una possibilità, ma soprattutto, dal momento del concepimento, è eterna!
Ne consegue che, dal suo sorgere al suo tramonto, è sottratta alla nostra disponibilità istintiva, capricciosa, superficiale.
Né la società né l’individuo possono manipolarla a proprio piacimento o distruggerla come si fa con un giocattolo, bensì accoglierla, renderla in pienezza, realizzarla per la felicità propria e della comunità umana.
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Nessuno Stato, nessun individuo
può essere padrone della vita di un altro.
Se questo ancor oggi avviene è perché “qualcuno” si autoproclama - quello che non è - superiore ad un altro!
Naturalmente stiamo pensando non solo al corpo, all’aspetto materiale, visibile da tutti, ma anche allo spirito che rende il corpo “persona” cioè realtà che va oltre il tatto, l’esteriorità e che distingue nettamente l’uomo dagli animali pur - per ed in tanti aspetti - simili a lui.
Siamo sicuri che tutti i cristiani la pensino così?
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Ma chi sono i cristiani? I battezzati? Coloro che hanno balbettato su alcune nozioni imparate nel catechismo infantile e poi dimenticate? Coloro che nella religione, più o meno magica, superstiziosa trovano una risposta ad un’esigenza profonda che avvertono anche senza rendersene conto? Coloro che con la partecipazione alla messa domenicale assolvono il tributo, il precetto? Coloro che cercano di vivere correttamente secondo dei principi naturali fondamentali?
I cristiani – pur peccatori, incoerenti come o anche più di altri – sono quelle persone che fanno riferimento a Cristo. Coloro che s’impegnano seriamente nell’approfondimento del suo messaggio, coloro che vivono la dimensione sacramentale, ecclesiale e che personalmente ed insieme, si sforzano di riparare a quel guasto interiore che c’è in ogni uomo e che è all’origine di tanti guai, ingiustizie, cattiverie che quotidianamente la società evidenzia.
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I cristiani sono quelli che si fidano del messaggio evangelico, quelli che hanno fiducia in Cristo – pure lui sconfitto – ma che proclama che il male non avrà il sopravvento sul bene, anche se questa meta da raggiungere resta ancora lontana, irta di sacrifici, di intoppi, ma anche con spiragli di luce.
Il cristiano non riflette sull’uomo soltanto con i libri della scienza, con i mezzi della razionalità, con le tendenze della moda o maggioritarie, ma contemporaneamente tiene in mano un libro non scritto, vissuto da quel Gesù di Nazaret che per molti è stato soltanto un bravo predicatore, un abile profeta, mentre per il cristiano è colui che meglio conosce la persona umana, colui che dà risposte certe, ponderate, preziose per il significato del vivere, essendone lui stesso l’Autore.
Perciò, il cristiano anche sul tema della vita non si limiterà alle conoscenze naturali, alle spiegazioni razionali, ai traguardi della scienza, ai piani programmati dalle Società.
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Un cammino umano che s’indirizzi verso l’uguaglianza dei diritti e dei doveri, dei principi fondamentali uguali per tutti, quali la libertà individuale, l’accesso ai beni della terra, alle strutture della salute, della formazione, … troverà i cristiani sempre disponibili, attenti ed alleati.
C’è un di più però, a cui il cristiano non può sottrarsi ed è l’attenzione alla componente spirituale che realizza pienamente la persona. Un diritto che chiede con forza affinché universalmente venga rispettato, favorito, riconosciuto, sia dai singoli che dalle Società.
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Purtroppo in molte realtà delle nazioni questo diritto viene negato, calpestato, in altre tollerato, in altre trascurato o deriso.
Quest’ultimo fenomeno non è estraneo neppure alla nostra vecchia Europa o alla nostra cara Italia.
E’ compito di noi cristiani mantener vivo questo progetto, proclamarlo in tutte le sedi e circostanze, vigilare e sensibilizzare le Società affinché creino le condizioni in cui non solo i bambini, gli anziani, i portatori di handicap, ma ogni stagione della vita abbia la possibilità di realizzare al meglio la dignità della persona.
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Viviamo in un tempo difficile in cui i valori sono sovvertiti, cambiati, modificati, contraddetti.
La ricerca del vero è soppiantata dal mi piace, quella del bello interiore, spirituale dall'esteriore, estetico, fugace, quella del duraturo dal passeggero, immediato, relativo…
Non lasciarci mettere all’angolo, non sentirci fuori moda, sorpassati, vecchi – sarà il tempo a decretare chi aveva ragione - e proclamare a viva voce, nei fatti e nella testimonianza
il primato dello spirito,
per un’armoniosa ed equilibrata realizzazione della persona, anche questo significa
ESSERE AMANTI DELLA VITA !
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Con affetto. don Renato




















