
Stimatissimo Gervasutti, apprendendo con soddisfazione che la sua collaborazione al Messaggero continuerà anche con la nuova direzione, perciò approfitto per chiedere a lei, che è più addentro ed informato di noi, se ci può illuminare noi profani, su cosa stia accadendo alle nostre Istituzioni italiane?
Dopo oltre due mesi e ben 18 sedute congiunte del Parlamento per eleggere 2 (?!) giudici della Corte costituzionale, deputati e senatori, alla data di oggi, non si sono ancora accordati.
Magistrati solitari, sparpagliati un po’ qua e la per l’Italia, con proprie sentenze, si sostituiscono al legislatore introducendo leggi (?) mai approvate dal Parlamento.
Sindaci che – per ingraziarsi l’opinione pubblica o per gareggiare nell’emancipazione o per accedere alla ribalta nazionale o ancora, per distrarsi dal grigiore, dalla monotonia, dalla routine dell’amministrazione quotidiana (!) - si improvvisano legislatori, fonti del Diritto, mentre dovrebbero essere garanti delle leggi vigenti dello Stato (almeno un tempo così si diceva!) e se mai, farsi promotori di nuovi pronunciamenti del Parlamento su situazioni e realtà mutate nel tempo che però devono essere frutto di riflessione, discussione, determinazione della maggioranza e non colpi di testa di qualsivoglia minoranza e di benpensanti di turno.
L’elenco di queste anomalie si potrebbe allungare…
Che gliene pare? Possiamo star tranquilli e continuare con fiducia ed impegno ad occuparci dei “fatti nostri” - poiché un simil modo di procedere è soltanto frutto di una nuova democrazia, avanzata, moderna e liberale - o è il caso di incominciare a preoccuparci per l’avvenire? Grazie.
don Renato


