Passons News
Marzo 2014
QUARESIMA: COME? PERCHE’?
Un tempo salutare, propizio (40 giorni, dal mercoledì delle Ceneri alla domenica delle Palme) per riflettere, prendere sul serio l’impegno della introspezione. Per confrontare il nostro stile di vità con la proposta del Vangelo.
Perché abbiamo bisogno di fermarci un po’ per non lasciarci travolgere dall’ingorgo degli impegni, dalla delusione, dalle sconfitte degli ideali, dal pessimismo che ci attanaglia, dal vortice delle cose che ci affossano sempre di più.
Perché l’impegno per i valori di giustizia, pace, lavoro, famiglia, serenità, gioia di vivere non sono più procrastinabili.
Penitenza, digiuno, preghiera non sono mezzi sorpassati – come in tanti si fanno paladini nel sostenerlo – ma decisioni da prendere con serietà.
Perché il dominio del proprio corpo, del proprio istinto ed il primato dello spirito sono la vera premessa e la speranza di un mondo migliore.
Questo è un tempo favorevole da non sprecare. Tu, che farai?
QUALE DIGIUNO?
Un tempo, il digiuno era un atteggiamento riferito quasi esclusivamente alla religione od a particolari malattie…
Oggi è un’ossessione di molti, prevalentemente per motivi estetici e, nel migliore dei casi, per aspetti riguardanti la salute.
Il digiuno però, può essere anche un modo - spiritualmente più elevato - per esercitare la volontà al dominio di se stessi, dei propri istinti, delle proprie pigrizie, della propria sciatteria…
In questo modo si favoriscono la crescita e la maturità della propria persona. Non è quindi un esercizio sorpassato, relegato a certi stereotipi od a sudditanze alla Chiesa.
E’ interessante notare come quello che il Vangelo propone viene spesso scartato, ignorato, quasi deriso mentre, al contrario, viene largamente praticato in tante attività sociali, sportive, agonistiche per raggiungere brillantemente uno scopo, una finalità.
Forse questo strabismo - un po’ - è anche colpa di chi ci ha formati, della società cristiana la quale riteneva che tutto quello che riguarda Dio sta nella chiesa ed in essa si esaurisce, mentre la vita che scorre fuori ha un altro “vangelo” più addomesticato, malleabile ed interessato.
Questa dicotomia nella visione della vita dell’uomo ha portato i cristiani a perdere la consapevolezza delle grandi opportunità che apporta la fede suggerendo ed offrendone i mezzi, verso traguardi, ideali degni di essere perseguiti con orgoglio e fierezza.
L’uomo, diciamo meglio la persona, è un’unità: corpo e spirito. La cura, l’attenzione devono essere rivolte ad entrambi gli aspetti. Invece, molto spesso, la parte spirituale è tenuta in penombra, considerata importante a livello concettuale, ma non nell’aspetto pratico, concreto.
Da qui originano gli innumerevoli sforzi per possedere, possedere sempre di più, possedere a qualunque costo convinti che la felicità, la serenità, la gioia di vivere alberghino nella ricchezza di beni, denaro, salute, giovinezza, potere… Quando poi, l’individuo o la società stessa, ne devengono carenti allora subentra la paura, la depressione, la noia o la violenza, le ingiustizie, le rapine… Spesso l’ingranaggio dell’avere è talmente complesso che il singolo, ma anche il gruppo, si sentono impotenti, disarmati e convinti di dover attendere da altri la soluzione.
E SE CI FIDASSIMO UN PO’ PIU’ DI CRISTO?
Al presente, pare ci sia grande aspettativa proveniente da dei “Messia” umani, capaci di rivoltare le situazioni di miseria, ingiustizia, mancanza di lavoro…
A tale proposito sarà opportuno ricordare che neppure il vero Messia - e Lui le dritte le aveva - è riuscito a cambiare la sua società. Ci ha però indicato la strada e s’è messo, per primo, davanti per percorrerla.
La via della società giusta è quella di ogni singola persona che poi, unita ad altri, diventa gruppo, popolo, nazione.
E’ fondamentale convincersi di questo e ciò porterà ogni uomo, nel suo piccolo, a cambiare stile di vita. Piano piano germoglierà una certezza: la violenza - verbale o fisica - l’imbroglio, il sotterfugio, la non curanza del proprio carattere, dei talenti ricevuti non sono scorciatoie vincenti.
Ognuno di noi, per la società, è una fortuna o una zavorra.
Il bosco prende avvio con il primo albero al quale si affiancano un secondo, un terzo, un quarto… fino a diventare una foresta. Se gli alberi sono sani il bosco sarà rigoglioso, florido, una perla della natura, al contrario, se il tarlo corrode le piante o l’edera avvinghia e soffoca il tronco o l’intervento maldestro dell’uomo fa strage, il bosco divverrà una squallore, una tristezza, una ferita al paesaggio.
La salvezza inizia da me, dal vero digiuno sulle mie passioni, sulla pigrizia, l’egoismo, sulla fatica di costruire un uomo saggio, sapiente che sa consigliarsi e consigliare, perché ha prima riflettuto, usando la propria intelligenza, che ha sa trarre insegnamento dalla sua ed altrui esperienza; da un carattere forte esercitato costantemente alle difficoltà, non molliccio e sbattuto dal vento, dal mi piace, non mi interessa; dall’amore alla conoscenza che porta ad una mente aperta, desiderosa di imparare, di confrontare, scoprire, capire; da un animo misericordioso verso gli altri, pronto a pazientare, aspettare, correggere, ma anche risollevare, incoraggiare; e soprattutto dal timore, dal rispetto, dalla fiducia in Dio come vera carta geografica, idicatore di sentieri, navigatore aggiornatissimo che segnala i punti di sosta, di ristoro. Ditemi voi se un uomo sifatto è da scartare, da evitare o non sarà saggio tener stretto, una fortuna averlo come compagno di cammino?
E se questi diventassero tanti? Una comunità? Un popolo?
Le caratteristiche dell’uomo appena descritto corrispondono ai 7 doni dello Spirito Santo, imparati al catechismo come esercizio di memoria e mai considerati come bagaglio prezioso nel cammino della vita. Di nuovo s’affaccia lo strabismo tra fede e vita che ci porta a ritenere la fede in Gesù trascurabile, di scarsa rilevanza pratica e di conseguenza si va alla ricerca di altri “vangeli” altri “messia”.
Per chi crede, invochiamoli, questi doni, dallo Spirito:
Sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio
Per chi non crede o crede poco, vale ugualmente la pena di farci un pensierino su queste qualità che – comunque – rendono l’uomo un essere meraviglioso, unico, grande!
PROPOSTA QUARESIMALE PER GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’
1. Percorso di riflessione personale
2. Percorso di riflessione famigliare
3. Percorso comunitario
I primi due itinerari sono affidati alla fantasia di ciascuno.
Il terzo si sviluppa in quattro momenti
1. Ogni mercoledì, ore 20.30, Incontro del vangelo
2. Ogni giovedì, ore 20.30, Eucarestia comunitaria
3. Domenica 16 marzo, Ritiro – incontro della comunità
4. Mercoledì 16 aprile, Riconciliazione comunitaria
BUONA QUARESIMA
Stimati compaesani, forse anche vostri progetti si sono inceppati a causa della crisi o dell’intralcio di qualcuno, allo stesso modo la parrocchia sta soffrendo un disagio economico per onorare i debiti derivati dalla costruzione e rinnovamento della canonica e delle opere parrocchiali. Gli edifici sono ben visibili, usati non solo per le attività parrocchiali, ma a disposizione di tutta la comunità. Perciò osiamo chiedervi di aiutarci con un vostro contributo, nonostante tutte le difficoltà che voi stessi dovete affrontare. Il mare è fatto da tante gocce d’acqua. Grazie.
Visitate il sito parrocchiale: www.parrocchiapassons.it


