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NATALE

AUGURI BUON NATALE

 

Tante volte si fanno le cose per abitudine, altre d’istinto, altre perché obbligati…

Io, carissimi (?), distinti (?), Stimati (?), Occasionali compagni di viaggio (?) Cittadini (?), Sconosciuti (?), Di passaggio (?) Abitanti del territorio (?)– se ci pensiamo un po’, non sappiamo neppure qual’è la parola giusta per chiamarci, una volta era più semplice: Carissimi Parrocchiani!– io dicevo, vi rivolgo i migliori auguri di buon Natale e di un Anno, 2013,

positivo per voi, i vostri familiari, i vostri amici, ma soprattutto per chi, o anziano o solo o malato o tutte le tre cose insieme, si ritiene inutile non trovando un motivo utile per vivere.

Quest’augurio lo faccio perché ci credo. Perché è giusto interfacciarci al di là della cultura, razza, fede religiosa, censo sociale o partecipazione alla vita parrocchiale e/o cittadina.

In noi esistono due realtà certe: il corpo e lo spirito. Per il corpo, intenderci, è facile lo vediamo, lo sentiamo, ci sbattiamo contro. Siamo quindi, abbastanza solidali, riguardo al nutrimento, alla salute, al benessere, all’ambiente, al creare condizioni favorevoli per una vita dignitosa, umana, decente.

Per lo spirito il discorso si fa più difficile. Non si vede, non si tocca, non ci crolla addosso. Se osserviamo però con attenzione gli atteggiamenti di ogni singola persona ci accorgiamo che qualcosa ci sfugge e, pur negandone l’esistenza, non riusciamo a liberarcene.

Ecco le Religioni. Una grande valvola di sfogo per molte persone. La filosofia, il pensiero, la ragione per altri. Le profezie, i luminari del passato per altri. Le superstizioni, le scaramanzie, il fato, il destino, le coincidenze, per altri ancora. L’astrologia, l’influsso degli Astri, delle Costellazioni, per altri. La paura, il sospetto, e se fosse vero? La fine del mondo… e potremmo continuare.

Tutto questo, cos’è se non il tentare di darci ragione di ciò che sappiamo presente, ma che ci sfugge al controllo?

Possiamo ricondurre tutto quello che accade all’uomo ad una combinazione, una coincidenza di molecole, acidi, liquidi, organi disseminati nel corpo?

Che tristezza osservare due fidanzati che si contemplano da innamorati o che camminano mano nella mano o che si baciano amorevolmente e pensare che tutto ciò sia soltanto il risultato di meccanismi ormonali che si spostano, s’incontrano e alla fine si separano. E che dire di una madre o un padre che contemplano estasiati il volto del proprio bambino? Semplicemente possibilità del corpo? Il discorso ci porterebbe lontano, rimandiamolo ad altra occasione.

 

La fede è un dono. Di essa abbiamo un’unica certezza, non è un atto irrazionale. Però perche possa crescere, diventare solida, sfuggire alle manipolazioni, non essere un’ingenuità richiede la collaborazione, la conoscenza, la riflessione della persona. Fidarsi sì, ma non alla cieca, da allocchi, creduloni!

 

8C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Lc. 2,8-15

 

Ecco i due verbi fondamentali, andare e vedere. Non è un fatto fisico ma morale, spirituale. Se non mi muovo non vedrò niente. Se non ascolto non capirò, se cercherò solo in me stesso non troverò.

A questo punto potremmo inoltrarci in discorsi altisonanti, ragionamenti filosofici, discussioni dotte. Invece traduciamo in soldoni

“Cos’è venuto a fare in mezzo a noi questo bambino?”

Ad aiutarci, ad indicarci il cammino, a mettersi davanti a noi, a darci la mano, a sporcarsi con noi per tentare di uscire da questa situazione umana strana, contraddittoria, che si sta rivoltando contro di noi.

Non ne possiamo più di notizie soltanto negative, violenze, guerre, morti, terremoti, imbrogli, raggiri, sfruttamenti…

“Attenti però - ci dice - non curate i sintomi della malattia senza curare la malattia!

Gli uomini, chi più chi meno, nascono tutti uguali. Come mai dopo alcuni anni si differenziano talmente tanto da essere, alle volte, l’un contro l’altro? Le motivazioni sono molteplici, ma c’è una base comune: l’interiorità. Dipende da come si formano, da che cosa vien loro insegnato, dai valori che apprendono, dagli esempi, dai modelli che li circondano.

Perciò, se vogliamo una società migliore non crediamo in formule magiche, in leggi miracolose, ma riscopriamo il valore dell’interiorità, dell’educazione ai principi, al rispetto per gli altri, per ciò che non è nostro, per ciò che è l’uomo, la donna. Diamo il giusto valore al denaro, al divertimento, alla ricchezza.

Spesso siamo noi, come dei cerchi provocati da un sasso gettato nello stagno, che alimentiamo disuguaglianze, discriminazioni, ingiustizie. Questo discorso non è piacevole, non è accettato perché si rivolge a ciascuno di noi, ci chiama in causa mentre noi preferiremmo addossare la colpa agli altri. Se ci pensate, neppure Io, proprio per questo motivo, sono riuscito a fare molto!

In verità, questo che vi sto dicendo va in direzione di un rinnovamento serio, duraturo, apportatore di pace e fratellanza universale: un vero paradiso terrestre.

Nel frattempo non si esclude un rinnovamento, una presa di coscienza, una cacciata di chi sfrutta gli altri, vive a spese del più povero senza neppure il pudore di nasconderlo!

Certo che ci sono leggi sbagliate, governi indecenti, politici “pro me”, ventri mai sazi. Uniamoci, troviamo la forza di reagire. Le proteste di salotto, le chiacchiere di osteria lasciano il tempo che trovano. Sarà necessario per un po’ di tempo, metter da parte interessi personali, stringere i denti, privarci di tante comodità a cui ci siamo abituati. Forse qualcosa cambierà.

Quello che mi preme farvi capire però, è che tutto questo può servire, ma non va alla radice del male. Esso è dentro di ognuno di noi. E’ dal cuore che bisogna partire. Se ci fermiamo un momento a riflettere ci accorgiamo che tanto malessere che proviamo in noi, non viene da fuori, ma da noi stessi, da come ci siamo costruiti moralmente, da come abbiamo imbrigliato i nostri istinti, dominato le nostre passioni, potenziato i valori.

E’ proprio per questo che io sono venuto, per darvi un aiuto, se da Me vi aspetti altre cose, sarete delusi, ma lo sarete altrettanto se credete soltanto in voi stessi o nella capacità dell’uomo. Prima di iniziare questo cammino con te, che mi ascolti, vorrei dirti ancora una cosa. Ti sei accorto che Nazioni progredite, Popoli civilizzati, Costituzioni all’avanguardia, leggi civili sono, nell’immaginario collettivo, soltanto quelle che predicano libertà di fare quello che l’istinto, il capriccio, il comodo, l’individualistico di volta in volta suggeriscono. E’utile? Mi fa crescere? Mi matura come uomo di relazione, collaborazione, inserito in un cammino con altri? Sono domande che non passano neppure per l’anticamera del cervello. Quello che importa è il mio desiderio, il mio volere.

E le conseguenze? Ti faccio soltanto un esempio. Una volta, in famiglia, ci si organizzava per l’uso dell’automobile, ora invece lo si fa per avere i figli a disposizione. Progresso, vero?

Non scoraggiarti, sono con te, dammi la mano, ti sorreggerò, ti aiuterò, e insieme a chi si unirà a te diverrete “Il sale della terra, la luce del mondo” Mt. 5,13s.

 

don Renato – parroco

 

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