Catechesi

  

Sabato, 27 sett. - dalle ore 16.00 alle 19.00, nella sala parrocchiale, via Villalta, iscrizioni al catechismo.

Perché si richiede l'iscrizione? Non è un fatto automatico per i bambini delle elementari? Un tempo sì, oggi non è più così. Prima di tutto per la presenza sul territorio di famiglie che professano altre religioni, poi - ed è quello che preoccupa e dispiace di più a noi cristiani - perché sta crescendo l'indifferenza di diversi genitori riguardo l'educazione spirituale dei propri figli, infine perché essendo relegato il catechismo all'ultimo posto tra gli impegni dei bambini, spesso non essendoci possibilità di armonizzano gli orari, a rimetterci è proprio il cammino nella comunità  e quindi si scelgono altre strade o parrocchie.

Come si svolgono gli incontri di catechismo nella nostra parrocchia?

 

Una buona parte del tempo ( al sabato, inizio e termine del catechismo: 15.00 - 16.30) si svolge assieme: parroco, catechiste, ragazzi, dalla prima alla quinta elementare, nella sala dedicata a tutti gli incontri. Il parroco conduce la preghiera, insegna le formule che si imparano a memoria, poi spiega brani del vangelo, argomenti liturgici, insegna alcuni canti, ma soprattutto, con esempi, aiuta i ragazzi ad attualizzare nella vita quello che teoricamente imparano sui libri.

Questo è uno dei momenti più importanti dell'incontro di catechismo poiché i ragazzi hanno la possibilità di conoscersi, si allenano a pazientare con i piccoli, ad emulare i più grandi, a gareggiare simpaticamente nel rispondere a domande, quesiti, provocazioni... ma soprattutto si vedono, si rendono conto di non essere soli, quelli che non sonno dove andare o cosa fare, ma che tanti come loro hanno scelto di fare quest'esperienza.

 Ecco l'unico motivo per cui non apriamo a singoli gruppi durante i vari giorni della settimana, cosa che certamente risolverebbe alcuni inconvenienti, ma che ne creerebbe altri di maggiori. Il catechismo non è una lezione scolastica, anche se nell'immaginario di molti è ancora così. Il catechismo dev'essere un'esperienza di vita comunitaria nel nome di Gesù e del vangelo.

La catechesi è soprattutto comprendere che l'amore a Gesù significa divenir parte di una famiglia. Che l'amore non è teorico, ma concreto e, crescendo nell'amore a Gesù, ci si sforza di voler bene anche agli altri, perché fratelli.

Così facendo si ha ancora - per quanto? - il senso di famiglia, comunità e si cerca di scongiurare il "terribile individualismo" del cristianesimo della maggioranza degli adulti. "Me la vedo io con Dio! Credo anche se non frequento! Credo in Dio, ma non nella Chiesa! Dio è dappertutto e quindi vado dove meglio mi comoda." Sono soltanto alcune delle dimostrazioni di quanto "egoismo-individualismo" alberghi tra i cristiani.

E' bello, anche se alle volte complicato, condurre un incontro con una sessantina circa di bambini esuberanti. Sapendo un po' fare - tenendo duro e mollando, suscitando ilarità  e pretendendo il silenzio, accettando la risposta sbagliata, ingenua, alle volte sciocca di chi vuol apparire, conducendoli piano piano a quella giusta, premiandoli - ci si riesce.

Terminato il momento comune, i bambini divisi secondo la classe, se ne vanno con le proprie catechiste (latitano purtroppo i maschi!) nella propria aula per completare e concludere l'incontro.

Noi della comunità di Passons, ma soprattutto gli addetti al lavoro, perché tocchiamo con mano la realtà  degli spazi che abbiamo a disposizione, ringraziamo continuamente il Signore e la sua Provvidenza per le belle strutture che abbiamo potuto realizzare. 

Un appello caloroso rivolgiamo a tutti i genitori, ma anche ai nonni, curate la crescita spirituale dei vostri figli!

Voi, nella vita, non farete mai niente di più bello, nobile, grande, eterno, meraviglioso che l'essere strumenti di una vita che s'affaccia al mondo.

Fate in modo che abbiamo tutti gli strumenti, materiali e spirituali,  per destreggiarsi, vincenti nella vita. Non aiutateli soltanto a metà. L'uomo non è solo quello che mangia, beve, si diverte. L'uomo è persona cioè materia e spirito, corpo e anima, visibile ed invisibile. Non cresceteli claudicanti. Non sognateli soltanto "nababbi". La felicità vera, duratura, commovente nasce da quello che si è dentro, non da quello che si possiede fuori. Soffermiamoci un istante a riflettere. Gli idoli - giocatori, cantanti, attori, miss, ricchi, spensierati, avventurieri... che ogni generazione ha sognato e sogna, se esaminiamo il loro percorso nel tempo, per alcuni fino alla vecchiaia, per altri neppure ci sono arrivati, scopriamo che "non tutto è oro ciò che luccica!"

Infatti, quello che abbiamo fuori di noi, tra le nostre mani è sempre esposto al pericolo di essere rubato o che siamo noi stessi a sperperarlo. Quello che alberga dentro nessuno né individuo né regime né tempo né ruga potrà mai rubarcelo o svalutarcelo.

Stimati genitori, noi vi offriamo una mano. Se fate una scelta - ecco il motivo dell'iscrizione - siate coerenti, non brontolateci alle spalle, non remate contro, non appesantite il clima, ma aiutateci, spronateci, smascherate voi stessi chi rema contro o semina zizzania. Abbiamo bisogno di collaborazione, di unità d'intenti, di stima ed intesa tra di noi, soprattutto di dialogo. Quello che c'è da dire va detto apertamente, con sincerità, ma anche con tatto e carità. Nella formazione di una persona non c'è niente di più negativo, controproducente che negare con la destra quello che si afferma con la sinistra.  Se consideriamo quante agenzie di formazione coinvolgono i nostri figli - genitori, nonni, comunità cristiana, scuola, vari maestri dalle attività sportive, musicali, culturali, ai compagni, la televisione, forse già internet... ci rendiamo conto delle mille proposte, spesso in contraddizione, e quindi dei turbamenti, disorientamenti a cui sono sottoposti. 

Collaboriamo, collaboriamo, collaboriamo! Certo tutto ciò comporta sacrificio, forse conversione, certamente assunzione di ulteriori impegni. Già tanti ne sostenete per cercar di dare il meglio ai vostri figli, non siate asfitici, tirchi, pidocchiosi - naturalmente, a scanso di equivoci, non stiamo minimamente pensando ai soldi - riguardo al tempo, alle energie, all'impegno per la loro, la vostra, la nostra realtà spirituale!

Il Signore, che ci vuol bene indistintamente sempre e comunque, ma che ha piacere che noi glielo chiediamo, benedica il nostro lavoro, la vostra famiglia, la nostra comunità.

Con affetto. don Renato - parroco