FRIULI, NON CADERE NEL TRANELLO !

“Un caso nato in Friuli” così titola, a mio avviso con un certo compiacimento, l’articolo apparso su questo giornale, in occasione del pronunciamento favorevole del Tribunale per i Minorenni di Roma. La sentenza fa seguito ad un ricorso presentato dal presidente dell’Aiaf del Friuli Venezia Giulia, avv.ssa di Pordenone e che riguarda l’adozione di una bambina anche da parte del partner donna di una mamma che già vivono in coppia.
Grande rumore nazionale, dibattiti, titoli di giornali, prese di posizioni, dichiarazioni come del resto lo fu per il divorzio (on. Fortuna), ed il caso Eluana. Tutto ciò mi spinge ad una riflessione.
Una volta e certamente ancor oggi, i benpensanti quando volevano saggiare l’opinione pubblica, lanciare una proposta dagli esiti dubbi o controproducenti, non volendo esporsi in prima persona, si servivano del “minus habens” di turno, che esiste in ogni paese, e lo lanciavano allo sbaraglio, attendendone, ben protetti, le reazioni, i risultati. Povero Friuli, ho l’impressione che stia avvenendo anche per te la stessa cosa. Caschi nel tranello, forse per un certo senso d’inferiorità, non avendo molte carte da giocare, iniziative, realizzazioni economiche, politiche, culturali clamorose di cui inorgoglirti anche oltre confine e non ti par vero di cogliere le occasioni che altri ti offrono (!) per assurgere ai fasti della cronaca, ma così facendo non ti accorgi di prestarti al loro gioco. Il crinale è scivoloso e pericoloso perché, tutto quello che vien sbandierato come progresso, emancipazione, libertà conquistata sarà soltanto il tempo a verificarlo, non i profeti di turno. Per il divorzio, per esempio, stiamo già raccogliendo alcuni frutti bacati. Sto pensando all’improvviso sconquasso economico della famiglia coinvolta, alla difficile gestione dei figli, soprattutto nell’età dell’adolescenza – una chiacchierata con i docenti delle scuole Medie sarebbe illuminante - e, nei casi più disperati all’umiliazione di chiedere aiuto, sostegno alla famiglia di origine, alle mense della Caritas, agli Asili notturni per non parlare delle situazioni pietose, sconvolgenti, disperate di chi, non accettando la realtà o l’ipotesi di una simile realtà, compie gesti inconsulti per sé e per gli altri.
Amato Friuli, lascia agli altri, ai più furbi e smaliziati di te, di battere nuove strade, lanciarsi in avventure che un domani, invece di innalzarti alle stelle potrebbero precipitarti nel profondo degli abissi. Impara dai “volponi”! Gioca nelle retrovie. Verrà, prima o poi, anche per te l’occasione opportuna di balzare in avanti e segnare un bel gol di cui andarne fiero.
don Renato
