PREGHIERA PER LA PACE
NELLA FESTA PARROCCHIALE
DEL “NOME DI MARIA”
Carissima Maria, in questo giorno particolare per la nostra comunità di Passons, ti vogliamo dire cose che tu già sai meglio di noi, ma sappiamo che hai piacere sentirle perché in questo modo puoi verificare la nostra sensibilità.
Ti preghiamo per la pace nel mondo, in modo particolare dove ancor oggi ci sono situazioni di guerra, odio e violenza.
Pensiamo alla Siria, all’Egitto, all’Etiopia, in generale al Medio Oriente, senza dimenticare le lotte tribali, il sangue di innocenti versato, in luoghi che i mas media non ci portano a conoscenza perché non conoscono o non vogliono che conosciamo.
Sappiamo che la violenza, l’odio tra fratelli è frutto del peccato originale. Sono la conseguenza di aver voltato le spalle a tuo Figlio. Abbiamo abbandonato la strada maestra, ben tracciata, con indicazioni in evidenza, con luoghi di sosta, di ricarica per seguire sentieri che ci sembravano più appropriati, scorciatoie per sviluppare la nostra furbizia, mentre ora ci troviamo per viottoli che s’inerpicano sempre di più, diventano sempre più difficili, con il tracciato sempre più incerto e, certamente, il percorso risulterà allungato e poi non è certo che conduca alla meta.
Qual è, a questo punto, la nostra preghiera?
Dì a tuo Figlio, che alberga nel cuore di tutti gli uomini, anche dei più cattivi e perversi, che mandi un segnale, una scossa, un mancamento nel cuore di ciascuno – sì di ciascuno - perché tutti siamo in modo più o meno diretto, più o meno responsabile, più o meno coinvolti.
Faccia proprio come avviene a livello umano, quando il cuore o il cervello danno segnali un po’ strani, anche il baldanzoso diventa coniglio, anche il potente si sente smarrito, anche il ricco s’accorge che la ricchezza gli sfugge di mano.
In questo modo i due aspetti della pace – dono di Dio e frutto della collaborazione dell’uomo – potranno incrociarsi ed armonizzarsi.
Dall’alto, da tuo Figlio, verrà il dono, gratuito, benevolo, onnipresente – terra, sole e acqua per far crescere la piantina della pace – che non s’impone, non scavalca la libertà dell’uomo, non si sostituisce a quello che è proprio di ciascun vivente.
Dal basso, l’uomo che è sollecitato a mettere in atto tutte le sue capacità positive, depositate fin dal concepimento nel profondo del cuore, ma poi, - forse per troppi - dimenticate, soffocate da egoismi, rivalità, facile successo, felicità a poco prezzo.
Chiedere la tua intercessione presso Gesù, allora, non è lavarsi le mani da parte dell’uomo, ma riconoscere che la pace ha bisogno di queste due sinergie, diversamente non si può raggiungere.
In questo modo, mentre supplichiamo l’intervento divino impegniamo anche noi stessi a collaborare attivamente.
Ci sono persone che invocano ed attendono la pace guardando solo verso il cielo come si fa per la pioggia. Ci sono persone, al contrario, che ritengono la pace, unicamente frutto dell’intelligenza dell’uomo, del suo progredire, delle sue organizzazioni nazionali ed internazionali, delle sue leggi e delle sue…. armi, reali e figurate.
Noi, invece, crediamo fermamente e per questo siamo qui a pregarti ed onorarti, che la pace è un dono di tuo Figlio che, attraverso la libera collaborazione dell’uomo, sa realizzare il meraviglioso progetto dell’umanità che nella Trinità trova il suo fondamento e la sua traccia di realizzazione.
Perché tu, o Maria, sei vissuta in pace nonostante tutte le tue traversie?
Perché ti sei fidata di Dio e liberamente hai dato a Lui la tua collaborazione.
Aiuta anche noi, che con trepidazione e fiducia ti invochiamo, a dire a tuo Figlio il nostro “si”.
Ancora una grazia ti chiediamo. Ricordaci che la pace inizia prima di tutto in noi stessi, nel rapporto con la nostra persona, coinvolge poi la nostra famiglia, i nostri amici, la nostra comunità e s’allarga, a macchia d’olio, sino agli estremi confini della terra.
Da noi, a tutti, questo è il percorso sicuro. Le altre strade presuppongono troppe incognite da superare, troppe volontà da far coincidere.
Cara mamma, non minacciarci castighi, catastrofi, come alcuni ci riferiscono che tu spesso adombri. Tu stessa ti renderai conto che per molti lasciano il tempo che trovano. Ottienici invece, da tuo Figlio, quella fibrillazione del cuore che certamente sarà più efficace e che evidenzierà la nostra impotenza e fragilità.
Ora concludiamo prendendo a prestito la più antica preghiera rivolta a te, scritta su un papiro egiziano del III secolo, che oggi, facciamo nostra nella festa del tuo onomastico.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.