Laicità della Regione

 

Lettera al Direttore

(Lettera inviata al direttore Messaggero Veneto gennaio 2013)

Brutta cosa la "prevenzione". Mi riferisco alla lettera del sig. Bruno, apparsa di recente, che lamenta le sovvenzioni in denaro erogate dalla Regione “laica” a chiese, oratori, seminari… per ristrutturazioni o conservazioni edilizie.

Prima di tutto vorrei chiarire che laica non significa anticlericale! In secondo luogo farei notare il significato ed il valore storico, artistico, culturale di queste opere. Penso a quanta gente ne ha usufruito per esprimere le proprie convinzioni in materia di fede, di formazione, di divertimento, di bellezza? A quanto mi risulta nessuno è stato escluso. Vogliamo poi parlare delle bellezze artistiche dei nostri paesi? Architettura, pittura, scultura. Dove le troviamo? Nella Casa comunale? In alcune ville private? I turisti che visitano le nostre borgate, i nostri sentieri non vanno forse a cercare la cappella del Trecento? Il dipinto del pittore locale ecc.L’obiezione pronta è che chi ama queste cose se le mantenga a proprie spese, con i propri seguaci, con le libere offerte! Illustrissimo lettore, viviamo in orticelli ben recintati o in comunità? Se nel primo caso, saremo costretti a restare sempre all’interno del proprio steccato, pena il precipizio o il diniego dell’altro a circolare. Se nel secondo, il denaro pubblico lo è in tutti i sensi, senza distinzione di persona, lingua, censo, credo politico o religioso. Se così non fosse avrei tante di quelle obiezioni da rivolgere ai politici che non basterebbe tutto il giornale. Perché sovvenzionare i campi sportivi dove io non ci metto mai piede? Le piste ciclabili che io non percorrerò mai? I parchi che non ho occasione di visitare? Le mulattiere per il divertimento degli escursionisti? La Rai? I giornali? La politica? Per fortuna, in molti abbiamo capito che il bene comune non sempre coincide con il bene privato, ma lo supera, alle volte anche a danno dell’orticello privato.

Don Renato Zuliani